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CENTRO PADRE NOSTRO E.T.S.

Il  Centro di Accoglienza Padre Nostro è un’Associazione che nasce nel 1991 e viene inaugurata nel 1993 nel quartiere Brancaccio di Palermo. Costituitasi giuridicamente in Associazione nel 1995, oggi è un ente morale, riconosciuto dal Presidente della Repubblica con D.M. del 22.09.99, ed è iscritto nel registro delle ONLUS.
L’identità e la storia del Centro Padre Nostro sono fortemente legate alla memoria del suo Fondatore, Don Giuseppe Puglisi, che fu parroco del quartiere Brancaccio e venne ucciso dalla mafia nel 1993 nello stesso quartiere. Padre Puglisi è una delle figure più importanti della lotta alla mafia in Sicilia degli ultimi vent’anni, impegnato costantemente a Brancaccio, attraverso una infaticabile azione pastorale e pedagogica, portata avanti insieme ai volontari del Centro, nel recupero dei minori e degli adolescenti costantemente sottoposti al rischio di emarginazione e di reclutamento da parte della criminalità organizzata. Il suo impegno concreto dalla parte dei giovani e dei più deboli e l’appoggio senza riserve a progetti di riscatto provenienti da cittadini onesti, sono la testimonianza di un desiderio di cambiamento, che lo porterà ad andare incontro alla morte per mano della mafia.
Dopo la sua scomparsa, il Centro ha continuato ad ispirarsi, nel contenuto, negli scopi e nel metodo di lavoro al suo insegnamento. Oggi l’Associazione continua ad operare a favore delle fasce più deboli; gravitano al suo interno circa cento persone tra soci, operatori, personale volontario, giovani in servizio civile, tirocinanti provenienti da diverse facoltà e Corsi di Laurea. L’Associazione opera attraverso interventi e progetti di aiuto realizzati assieme ad enti pubblici e ad altre organizzazioni no-profit, nel totale rispetto delle diversità culturali e con particolare attenzione a coloro che sono emarginati per ragioni legate alla condizione sociale.

Durante i primi anni di attività, il Centro ha rivolto il proprio impegno in maniera esclusiva a Brancaccio, quartiere in cui la maggior parte degli abitanti presenta una notevole povertà materiale e culturale, sicuramente aggravata dall’elevato numero di disoccupazione e dalla presenza massiccia del lavoro nero; disagi economici che spiegano anche i frequenti fenomeni di evasione scolastica, delinquenza e lavoro minorile. Attualmente il lavoro del Centro interessa anche altri territori cittadini, come i quartieri di San Filippo Neri e di Falsomiele, interessati anche questi da una condizione di degrado. Pur non perdendo lo spirito di volontariato, il Centro pian piano si è evoluto attraverso una progressiva professionalizzazione, ha ampliato il proprio raggio d’azione, realizzato interventi animati da una sempre maggiore consapevolezza della connessione tra obiettivi, strategie di intervento ed azioni e costruito un metodo che tiene conto sia delle acquisizioni delle scienze sociali, sia delle peculiarità del territorio in cui opera, coinvolgendo, a secondo degli interventi da attuare diverse professionalità (psicologi, assistenti sociali, consulenti legali, consulenti familiari, etc…). L’Ente, cui l’assassinio di Padre Puglisi ha conferito un valore simbolico che va ben oltre i confini del quartiere Brancaccio (in cui è sorto e ha la propria sede legale) è divenuto punto di riferimento e luogo di sperimentazione di buone prassi, oltrepassando i confini del quartiere e attivando confronti e scambi, che vengono intesi come moltiplicatori di effetti positivi. Ciò è avvenuto attraverso l’adozione di una logica di rete e la promozione di collaborazioni e incontri non solo a livello nazionale, ma collocabili anche in una dimensione internazionale.

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